PARROCCHIA SANTO VOLTO

Torino

ANNO DI REALIZZAZIONE : 2003 – 2007
COMMITTENTE: Arcidiocesi di Torino – Curia Arcivescovile
ARCHITETTO: Mario Botta
IMPORTO LAVORI: €
38.213.195,00
SETTORE: Sport e Cultura

OGGETTO DELL’INCARICO: Progettazione preliminare, Progettazione definitiva, Progettazione esecutiva, Coordinamento alla sicurezza in fase di progettazione, Coordinamento alla sicurezza in fase di esecuzione, Direzione lavori, Contabilità lavori, Collaudo statico.

Il complesso parrocchiale del Santo Volto è un centro pastorale diocesano che raccoglie tutte le attività di servizio alla curia che sorge su un’area industriale riqualificata. La vecchia ciminiera delle fonderie esistenti precedentemente è stata conservata a memoria del lavoro operaio.

Posta sull’angolo dell’isolato fra Via Borgaro e Via Val della Torre, l’edificazione della nuova chiesa parrocchiale Santo Volto assume la funzione d’articolazione urbana fra differenti tessuti; da un lato, a sud, il nuovo parco a verde che sostituisce gli impianti dismessi delle acciaierie Fiat, dall’altro, a nord, il tessuto edilizio consolidatosi attorno a Largo Borgaro.

L’intervento edilizio è stato finalizzato alla realizzazione di un complesso multifunzionale composto dalla Chiesa del Santo Volto, edificio a pianta centrale con sette torri radiali che si trasformano in nicchie e cappelle al piano terra per circa 800 posti a sedere, casa parrocchiale con tutte le funzioni proprie amministrative e per attività di formazione e ricreazione giovani, uffici per circa 3.000 mq. per la curia arcivescovile, e alla realizzazione di una sala conferenze per 700 posti a sedere con ampio foyer per eventuali funzioni accessorie. Una sagrestia a ponte collega la cappella Feriale con la chiesa principale.

La complessità delle forme architettoniche e gli elevati standard qualitativi hanno richiesto un’analisi dettagliata e di conseguenza uno studio approfondito delle tecniche costruttive. Ogni fase realizzativa della struttura presentava, infatti, caratteristiche profondamente diverse ma ugualmente complesse, da affrontare e risolvere all’interno delle restrizioni di tempi e spazi che hanno caratterizzato questo cantiere.

La contemporaneità delle fasi lavorative ha imposto importanti vincoli anche nella scelta dell’attrezzatura.

Credits Enrico Cano

Credits Enrico Cano

Credits Enrico Cano

EDIFICIO “I” DELLA EX CASERMA VALFRÈ

Alessandria

ANNO DI REALIZZAZIONE : 2017 – 2018
COMMITTENTE: Segretariato Regionale per il Piemonte – Torino
ARCHITETTO: arch. Stefania Dassi
IMPORTO LAVORI: € 1.672.939,83
SETTORE: Sport e Cultura

 

INCARICO: Progettazione esecutiva strutture, impianti elettrici e meccanici, Direzione operativa strutture e impianti meccanici.

Recupero funzionale dell’edificio “i” della ex caserma Valfrè Alessandria (AL) destinata a divenire sede dell’Archivio di Stato (Edificio vincolato, ai sensi dell’articolo 10 del D.Lgs. n. 42/2004 D. Lgs. 42/2004)

L’intervento riguarda la ristrutturazione di partedelfabbricato, appartenente al comprensorio dell’ex Caserma Valfrè, sita in Corso Cento Cannoni, 15121, Alessandria(AL); il committente dell’opera è il Ministero dei Beni, delle attività Culturali e del Turismo – Segretariato Regionale Piemonte. Tale riassetto è finalizzato al trasferimento, all’interno del rinnovato fabbricato, dell’Archivio di Stato di Alessandria, nonché di sala studio, uffici e servizi accessori. Il progetto mantiene la memoria delle soluzioni architettoni che originali, costituite essenzialmente dalle facciate e dalle strutture portanti di copertura; tra le quali spiccano numerose capriate “tipo Polonceau” in legno, ghisa e ferro.

La ristrutturazione prevede la realizzazione di una zona sensibilmente ampia, a tutt’altezza, per la futura installazione degli scaffali con annessa zona studio, ufficio e bagno; sul tratto terminale della manica oggetto di intervento sono collocate le aree relative ai locali tecnici.
E’ prevista la demolizione della pavimentazione esistente, realizzando una nuova stratigrafia con integrato il vespaio aerato per la necessaria salubrità degli ambienti e l’adeguato isolamento termico.
Per le facciate sarà effettuata la pulizia delle facciate perimetrali, sia sul lato interno che sul lato esterno,mediante idropulizia, sabbiatura, ristillatura dei giunti, ecc. lavorazioni tali da riportare quanto più possibile la muratura al suo aspetto originario. Saranno altresì sostituiti tutti i serramenti esterni con nuovi dotati della resistenza termica necessaria. Si prevede per l’intera copertura (circa1200mq) il rifacimento del manto, realizzando un nuovo tetto previsto ventilato e dotato di idonea resistenza termica. Il sistema di impermeabilizzazione è garantito dalle lamiere in alluminio continua con funzione di sotto coppo.

A fronte di quanto previsto dal punto di vista architettonico è risultato immediato immaginare una serie di interventi che consentono di migliorare lo stato dell’arte della struttura. Il rifacimento del pavimento infatti, con l’inserimento del vespaio aerato, ha permesso di raggiungere le fondazioni delle murature perimetrali effettuando un consolidamento delle stesse.
Le nuove fondazioni, oltre all’indubbio incremento di prestazione nei confronti dei carichi verticali, potranno migliorare sensibilmente comportamento in caso di spostamenti relativi del suolo in presenza di sisma. Dal punto divista delle elevazioni,laddove per necessità architettoniche, è risultato necessario prevedere la demolizione di murature portanti, queste sono state sostituite da altri elementi meno invasivi (telai metallici) ma altrettanto efficaci in modo da non ridurre in alcun modo la rigidezza complessiva delle strutture.
Perciò che concerne i carichi agenti, la scelta di eliminare i sotto coppi sostituendoli con la lamiera sotto coppo (seppur abbinata al doppio tavolato ed all’isolante) ha garantito una riduzione di circa 10-15% del permanente agente in copertura, ottenendo così una diminuzione di massa partecipante in caso di evento sismico.

Nell’ambito dell’opera di ristrutturazione si prevede l’esecuzione di una serie di attività impiantistiche necessarie alla futura funzionalità dell’opera; in modo particolare sarà realizzato un idoneo impianto di climatizzazione/ventilazione del nuovo locale archivio (oltre che ovviamente della zona studio). E’ prevista la predisposizione dell’impianto di spegnimento (impianto water-mist escluso dall’appalto) e la realizzazioni dell’impianto ordinario delle rete antincendio esterna.
Gli impianti previsti sono predisposti (per dimensionamento e/o per collegamento) per una installazione integrata con la scaffalatura degli archivi.

PADIGLIONE CETACEI DELL’ACQUARIO DI GENOVA

Genova

ANNO DI REALIZZAZIONE:  2010 – 2013
COMMITTENTE: Costa Edutainment
ARCHITETTO: RPBW
IMPORTO LAVORI: € 18.394.183,46
SETTORE: Sport e Cultura

OGGETTO DELL’INCARICO: Progetto esecutivo.

Il nuovo Padiglione Cetacei dell’Acquario di Genova rappresenta la nuova e più importante attrazione dell’acquario. Il progetto di questa struttura, ibrido fra edificio e nave, ha presentato diverse sfide superate con successo dal team di progettazione EP&S.

Il nuovo Padiglione Cetacei dell’Acquario di Genova, progettato dall’arch. Renzo Piano, è un edificio unico nel suo genere, poiché a metà fra un edificio e una nave. Fra i principali problemi affrontati dal gruppo di progettazione di EP&S si segnalano problemi di galleggiamento, resistenza degli schermi acrilici fra zona di visita e vasche, tenuta delle strutture e degli impianti alle infiltrazioni, rete di terra degli impianti elettrici da realizzarsi in un ambiente marino, impianti di trattamento acque delle vasche adatti a garantire le migliori condizioni di vita per i delfini. EP&S si è occupata del progetto esecutivo architettonico, delle strutture e degli impianti meccanici ed elettrici, su progetto definitivo dello studio RPBW di Genova.

La struttura è altamente innovativa e “cucita” al fondale marino mediante micropali, l’impianto è caratterizzato da un innovativo sistema di produzione dell’energia termica e frigorifera con gruppi frigoriferi in pompa di calore funzionanti con acqua di mare. Le condizioni particolarmente favorevoli dell’acqua hanno permesso di raggiungere prestazioni elevatissime dal punto di vista energetico e del comfort ambientale, anche grazie all’implementazione, durante la fase di progettazione, di simulazioni termo energetiche in regime dinamico. Le condizioni di confort sono state attentamente verificate mediante simulazioni CFD degli ambienti di visita.

Il Padiglione Cetacei è stato inaugurato nel mese di Giugno 2013.

PALAZZETTO DELLO SPORT

Biella

ANNO DI REALIZZAZIONE:  2004- 2009
COMMITTENTE: Città di Biella – Novacoop S.C.
IMPORTO LAVORI: € 16.086.732,17
SETTORE: Sport e Cultura

OGGETTO DELL’INCARICO: Progettazione preliminare, Progettazione definitiva, Progettazione esecutiva, Direzione dei lavori.

All’interno del comparto di P.P.E. Candelo Trossi, ai margini della Città di Biella, sorge il nuovo complesso polifunzionale, dedicato ad attività sportive, fieristiche, congressuali e di intrattenimento, atto ad accogliere grandi afflussi di pubblico.

Il Nuovo Palazzetto dello Sport di Biella interessa una superficie territoriale di 45.000 mq, con una superficie coperta di circa 5.200 mq.
L’edificio si presenta a pianta rettangolare. Lungo i due lati maggiori si staccano i 4 corpi delle scale di emergenza, che fungono anche da elemento caratterizzante delle facciate.

L’impianto è atto ad accogliere fino a 5.007 spettatori per le attività sportive, 2.400 utenti nell’area interna oltre a 2.400 utenti nell’area esterna per le attività fieristiche, 7.400 spettatori per le attività di intrattenimento o concerti, 7.050 congressisti per le attività congressuali. Oltre allo spazio principale sono presenti altre tre sale minori con capacità di 206 posti totali. Per garantire la massima polifunzionalità, il primo anello delle tribune corrispondenti a 812 posti è del tipo impacchettabile. La movimentazione completa delle otto tribune è fattibile in soli 15 minuti.

PALAVELA E STADIO DEL GHIACCIO

Torino

ANNO DI REALIZZAZIONE: 2002 – 2006
COMMITTENTE: Agenzia Per Lo Svolgimento Dei Giochi Olimpici Invernali Torino 2006
ARCHITETTO: Capogruppo mandatario: Ing. Aldo De Bernardi
Mandanti: Arch. Gae Aulenti – Ing. Siniscalco (SI.ME.TE) – Arch. Cesare Roluti – Arch. Silvio Basso – Arch. Matteo Filippi – Ing. Gian Carlo Gramoni – Arch. Francesca Quadri – Ing. Walter Peisino – Ing. Giuseppe Forte – Ing. Enrico Rosati (INTEK s.r.l.)
IMPORTO LAVORI: € 38.504.429
SETTORE:   Sport e Cultura

INCARICO: Coordinamento e supervisione della direzione dei lavori, Direzione lavori opere edili, Direzione specialistica delle strutture in c.a., acciaio e legno, contabilità

 

L’edificio si inserisce all’interno e al di sotto della copertura dello storico Palavela, uno dei più importanti edifici – per dimensioni e qualità – realizzati in Piemonte nello scorso secolo in cui è difficile cogliere il “limite” tra architettura e ingegneria.

Il progetto strutturale è dell’ing. Franco Levi con la consulenza di Nicolas Esquillan.
Nella volta di calcestruzzo liscia in cemento armato poggiante su tre vertici di un impianto esagonale (diametro 150 metri) formata da tre archi ruotanti l’uno rispetto all’altro di 60° e alti 30 m in chiave, viene inserita una nuova struttura per ospitare tribune per 9700 persone, pista per gare di pattinaggio artistico e short track, locali accessori e di servizio, con successiva riconversione post – olimpica in struttura polivalente, gestita dal Comune di Torino.
Il progetto prevedeva la conservazione dello spazio unitario interno sotto la vela, con la realizzazione di “un edificio dentro l’edificio” con proprie caratteristiche formali.